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24 novembre 2010

Nel momento in cui Napoli ripropone la questione per l’emergenza rifiuti e l’Unione Europea boccia per l’ennesima volta l’Italia, a Castrovillari la ditta Società Ecologica Sud Servizi srl di Castrovillari vorrebbe realizzare un impianto per il trattamento e valorizzazione di rifiuti pericolosi e non pericolosi per la produzione di energia da Fonte Energetica Rinnovabile, impianto di essiccamento di fanghi biologici, impianto di trattamento chimico – fisico di rifiuti liquidi, rifiuti provenienti dalle attività più inquinanti sparse sul territorio italiano e nel Nord Italia, in particolare.

Fantomatica produzione di energia a vantaggio della collettività, visto che la capacità produttiva di tale impianto è stimato in 4.704.480 kWh e che lo stesso abbisogna, per il suo normale funzionamento, altrimenti dovrà far ricorso ad approvvigionamento attraverso la rete elettrica tradizionale, di 4.111.488 kWh. In pratica un impianto che, per poter funzionare, consuma circa il 90% di ciò che produce. Una produzione di energia che peserà, per buona parte, sulle tasche dei cittadini attraverso il perverso meccanismo dei Certificati Verdi: oltre al danno anche la beffa, per i cittadini.

Un impianto che lascia la sede regionale della Calabria di Fare Verde perplessa poichè si tratta di un impianto che presenta notevoli rischi sia da un punto di vista ambientale, sia da un punto di vista della sicurezza: rischio di possibile esplosione; puzza di fogna attorno all’area; immissione di acque reflue dell’impianto in quelle usate per l’irrigazione; smaltimento addirittura all’estero(!), tramite ditte non meglio specificate, dei rifiuti prodotti. In tale impianto dovrebbero arrivare i rifiuti provenienti dalle più degradate periferie industriali d’Italia, proprio perchè queste tipologie di rifiuti non sono prodotti in Calabria. Il continuo via vai di decine di camion al giorno che potrebbero far sversare, su asfalto e campi, sostanze tossiche e pericolose, costituendo dei veri e propri attentati alla salute pubblica, l’ultimo incidente della periferia di Milano dovrebbe essere da monito, oltre che compromettere la qualità dei prodotti agroalimentari.

Stranamente la proposta di realizzare un impianto di compostaggio che avrebbe portato qualità nella produzione agricola mediante l’utilizzo di ammendanti di qualità non veniva minimamente preso in debita considerazione dalle autorità locali. Impianto di compostaggio che, se realizzato, avrebbe permesso oltre ad un ritorno occupazionale sul territorio, di gran lunga superiore alle tre unità previste per questo impianto, una valida alternativa allo smaltimento in discarica della frazione organica dei rifiuti che costituisce circa il 40% di quanto viene prodotto oggi dai cittadini.

La presidenza regionale di Fare Verde si oppone fermamente alla realizzazione dell’ennesimo attentato alle peculiarità di un territorio che non sono quelle industriali-chimiche, e allo scempio che si cerca di perpetrare in nome di un non ben chiaro (per chi?) progresso economico e sviluppo sociale di un territorio messo a dura prova da politiche occupazionali che definire fallimentari è fare un complimento.

 

 

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