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27 ottobre 2010

Vi sono alcune notizie, che sembrano somigliare a strumenti ad orologeria, e vengono innescate secondo convenienza; questo è quanto emerge dalla notizia, apparsa sulla stampa, circa i dati sulla qualità dell’aria ad Altomonte (CS), in relazione alla presenza ed alla attività di una centrale per la produzione di energia elettrica mediante combustione di gas naturale di proprietà della Edison.

La prima cosa che balza agli occhi è che, secondo quanto riportato nei rapporti dal 2006 al 2009 dell’ArpaCAL, ad Altomonte non vi alcuna centralina di rilevazione della qualità dell’aria; eppure si afferma che la qualità dell’aria è buona (?).

La seconda cosa che balza agli occhi è come alcuni inquinanti siano molto più presenti a Saracena, molto più distante rispetto a Firmo, altra sede di rilevamento, che non in prossimità della fonte di emissione. Ma su quali basi sono stati selezionati i siti per l’installazione delle centraline?

Si parla solo ed esclusivamente di qualità dell’aria ma non si fa alcun riferimento alla qualità dei terreni circostanti e alle analisi cliniche sulle popolazioni: giova ricordare come il PM10 precipitando al suolo entra a far parte direttamente della catena alimentare umana; casi documentati di avvelenamento delle persone per aver ingerito cibi contaminati da tali sostanze ve ne sono stati tanti, in Italia. Non solo, ma nella relazione non si fa alcun riferimento all’emissione di PM2,5, molto più pericoloso e dannoso per la salute umana rispetto al PM10, nonostante già dal gennaio 2005, in base alla direttiva CE n° 30 del 29/06/1999, siano state introdotti elementi di forti limitazioni alle emissioni.
Sappiamo bene come sia dubbia la possibilità di riduzione delle particelle fini, ossia quelle particelle con diametro compreso tra 2,5 e 0,1 nanometri, esse sono una delle principali fonti di rischio di contrarre un cancro al polmone.

La mancanza di un rapporto sulla qualità dei terreni non ci permette di conoscere la presenza di acidi, derivanti dall’interazione dell’umidità atmosferica con gli Ossidi di Azoto (NO), Ossidi di Zolfo (SO), Monossido di Carbonio (CO); d’altronde l’umidità è sempre presente nell’aria delle zone in cui insiste l’attività di tale centrale; in ogni caso, questo tipo di centrali, emettono vapore in grandi quantità, essendo uno dei prodotti primari della combustione di idrocarburi.

La letteratura scientifica a livello mondiale ci dice che la combustione di gas naturale comporta, in Italia vi sono al riguardo autorevoli studi del CNR di Bologna, l’emissione in atmosfera di metalli pesanti (quali zinco, bario nichel, cromo, piombo, ecc.) che, anche se in quantità inferiore rispetto a centrali alimentate con altre forme di combustibile (carbone, olio combustibile), non possono essere trascurate quando ci troviamo in presenza, e quella della Edison appartiene a questa categoria, di centrali che bruciano ingenti quantità, dell’ordine di miliardi di metri cubi, di materia prima all’anno.

A chi giovano tali notizie? Ai cittadini sicuramente no, che ancora una volta subiscono inermi.

 

 

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