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26 giugno 2009

La Capitaneria di Porto di Reggio Calabria ha autorizzato un progetto promosso dalla Presidenza regionale della Calabria di Fare Verde teso al monitoraggio ambientale sul relitto della Motonave “Laura C.” e sui fondali ad esso circostanti al fine di valutarne gli effetti sull’ecosistema marino e sullo sviluppo delle biodiversità. Il progetto si avvale della piena collaborazione del diving Megale Hellas di Marina di Gioisa Ionica che ha aderito fornendo tutto il supporto logistico necessario allo svolgimento delle immersioni di monitoraggio e rilevamento scientifico.

La M/N “Laura C.” riveste un ruolo importantissimo nell’antropizzazione e nello sviluppo della biodiversità di questo tratto di fondale calabrese su cui giace dal 1941 precisamente dalla data del suo affondamento avvenuta il 3 luglio di quell’anno. La nave trasportava, al momento del siluramento, rtifornimenti per le truppe italiane impegnate sul fronte Africano; ma all’altezza di Saline Ioniche, in provincia di Reggio Calabria, termina la sua missione colando a picco davanti alla spiaggia adagiandosi sul fondo sabbioso ad una profondità compresa tra i 18 ed i 55 metri.

La fama di questa nave, che altrimenti sarebbe stato solo un altro dei bellissimi siti di immersione che i fondali calabresi offrono ai tanti sub che vi si immergono, la fa balzare agli onori delle cronache nel 1996 in seguito alle presunte rivelazioni di un pentito che fa collegare una parte del carico di questa nave, 1500 tonnellate di tritolo, all’attentato di Capaci del 1995. Da allora la nave è stata oggetta di molte ordinanze e divieti; le stive “incriminate” vennero fatte cementare per custodirne per sempre il mortale contenuto.

I relitti, se opportunamente bonificati, diventano delle vere e proprie oasi di ripopolamento e sviluppo per la biodiversità dei fondali marini. La Presidenza regionale di Fare Verde ha deciso di avviare un progetto di monitoraggio e censimento dei materiali strutturali e delle sostanze in esso ancora presenti al fine di valutare l’impatto antropico che la presenza del relitto e dei suoi contenuti produce sulla presenza o assenza delle varie specie che compongono la biodiversità e valutare eventuali interventi di bonifica. Una fase del monitoraggio prevede l’osservazione diretta mediante rilievi fotografici e video della biodiversità presente sul sito di immersione, con particolare riferimento alle varie specie di pelagici che possono trovare dimora e rifugio negli anfratti del relitto. Nonché determinare i motivi ambientali della scomparsa o diminuzione di altre specie pelagiche e non come i barracuda (sphyraena sphyraena); monitorare e censire i materiali strutturali e le sostanze in esso ancora presenti al fine di valutare il loro grado di interazione con l’ambiente marino in ci si trovano e gli effetti che producono su di esso.

Il progetto di monitoraggio prevede, oltre al rilevamento visivo attraverso la compilazione di un’apposita scheda d’immersione, la realizzazione di riprese video ed immagini fotografiche; per questa specifica necessità verranno adottate le custodie subacquee della Easydive azienda leader nell’innovazione tecnologica in questo settore. La scelta di Easydive come partner tecnico è stata dettata dall’altto grado di affidabilità costruttiva e tecnologica che caratterizza questi prodotti già ampiamente utilizzati in altre spedizioni esplorative e scientifiche di un certo impegno tecnico.

In tale contesto Fare Verde Calabria ha intezione di coinvolgere nel progetto altri soggetti di indiscussa professionalità nel settore e di elevata e comprovata esperienza scientifica.




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