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14 aprile 2009

QUESTIONE RIFIUTI IN CALABRIA:
IL COMMISSARIO VEDE SOLO DISCARICHE

 

La tutela dell’Ambiente, del futuro del nostro Pianeta Terra richiede l’impegno quotidiano da parte di tutti Noi: non possiamo continuare a produrre rifiuti consumando senza limiti le risorse che la Natura ha prodotto in centinaia di anni.
Il problema non è come far sparire i rifiuti, seppellendoli o bruciandoli, ma diminuirne la quantità, riutilizzarli più volte e recuperarne le materie con cui sono stati prodotti.
Ma queste considerazioni, frutto del buon senso, non trovano dimora negli uffici del Commissario per il Superamento dell’emergenza rifiuti in Calabria. Infatti, on una nota inviata ai Comuni della regione Calabria in data 2 aprile 2009, si chiede agli stessi di dotarsi di discariche, incentivandone la creazione con benefici economici.
Si è minimamente preoccupato il signor Commissario di incentivare e promuovere una Raccolta Differenziata veramente efficace? Come mai non si autorizza, all’unica azienda in Calabria, il conferimento della frazione organica (vogliamo ricordare come da sola costituisca non meno del 30% del totale dei rifiuti prodotti in famiglia) affinchè venga trasformata in compost anzichè destinarla in discarica o in impianti per la trasformazione in FOS?
Come mai in Calabria non esiste ancora una piattaforma di conferimento diretto al COREVE del vetro “consumato” sul territorio regionale? Una gestione commissariale dei rifiuti fallimentare, atteso che in 14 anni di attività ha basato le sue azioni solo ed esclusivamente sulle discariche e sull’incenerimento, arrivando a penalizzare economicamente la Raccolta Differenziata, facendola costare molto di più rispetto alla raccolta del tal quale. Situazione aggravata dal fatto che negli ultimi due anni la Regione Calabria non è stata capace di dotarsi di strumenti idonei ad uscire da una fase emergenziale, una beffa per i cittadini.
Le scelte politiche di gestione dei rifiuti basate principalmente sullo smaltimento in discarica e sull’incenerimento sono costanti azioni di degrado del territorio calabrese che lo allontanano da uno sviluppo turistico ed economico serio in grado di rilanciare positivamente la Calabria all’attenzione dell’Europa e del Mondo intero. Ma le uniche soluzioni proposte in Calabria, ancora una volta, sono quelle più costose, più inquinanti e che hanno un minore ritorno occupazionale. Tutto questo per continuare a giustificare una emergenza che è solo frutto di incapacità e miopia politica, con il pieno consenso del Governo nazionale.
A precisi impegni ed assunzioni di responsabilità in materia di rifiuti, previsti dalle leggi e dalle normative UE, la Calabria continua a galleggiare su una gestione dei Rifiuti basata sulla perenne emergenza e piegata a logiche che penalizzano i cittadini, l’ambiente e lo sviluppo economico-turistico calabrese. Per non parlare della beffa della raccolta della frazione organica dei rifiuti (circa il 40% del totale) che viene destinata non alla trasformazione in compost di qualità da impiegarsi nella florovivaistica e nell’agricoltura come efficace strumento per combattere la desertificazione e l’immisisone di Anidride carbonica nell’atmosfera bensì ad impianti dove viene trasformata in FOS (Frazione Organica Stabilizzata) da utilizzarsi come inertizzante nelle discariche o per essere bruciato negli inceneritori; pratica lautamente finanziata dalla Regione Calabria.
La folle corsa verso l’apertura di nuove discariche sta minando anche l’agricoltura: infatti nel Lametino alcune tra le più importanti aziende vitivinicole si sono visti consegnare gli atti di esproprio per la realizzazione di una mega discarica da 800.000 tonnellate. Un colpo durissimo inferto ad uno dei settori produttivi maggiormente trainanti di un’economia, quella calabrese, fortemente penalizzata. Ancora una volta la politica calabrese si dimostra incapace di tutelare le sue eccellenze, come quella della produzione vitivinicola, per piegarsi a logiche che finiranno per distruggere sia da un punto di vista sociale, pensiamo a quanti perderanno il posto di lavoro, sia da un punto di vista ambientale; chi vorrà più soggiornare in una regione il cui ambiente e paesaggio sono così fortemente compromessi?
Le soluzioni esistono e sono già praticate in Italia e in altre nazioni del Nord Europa: vuoto a rendere, prodotti alla spina, tassazione dell'usa e getta, tariffe più basse per chi produce meno rifiuti, obbligo di recupero e compostaggio degli scarti organici, incentivi per le famiglie che usano pannolini lavabili, promozione dell'acqua del rubinetto al posto di quella in bottiglie di plastica, sconti per chi ricicla nei campi gli avanzi di cucina...

Chissà se anche nell’ufficio del Commissario, queste soluzioni sono note...

 

Il Coordinatore Regionale FV per la Calabria
f.to Francesco PACIENZA




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