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26 novembre 2008

 

 

Rispetto delle regole ed esercizio della Democrazia
Quando l’uso distorto della Democrazia serve solo per avvallare comportamenti ed atti di imperio.

Democrazia, termine di derivazione greca (dêmos, “popolo”, e krátos, “governo, forza”) che indica un sistema politico basato sulla sovranità dei cittadini.

Scrive Walt Whitman in Prospettive democratiche: "Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto. ".

Sicuramente ciò che lunedì sera è accaduto a San Donato di Ninea, in provincia di Cosenza, poco ha a che fare sia con il significato intrinseco della parola Democrazia sia con il suo esercizio.

Nel corso di un consiglio comunale, richiesto dalla minoranza a seguito dell’emissione di ben 9 avvisi di garanzia nei confronti di membri della Giunta e funzionari del Comune riguardante la denuncia presentata dall’Associazione ambientalista Fare Verde circa una convenzione per una presunta “gestione ecosostenibile dei boschi” a favore di una società, Bio for Energy, per la produzione di energia e la commercializzazione del legno ricavato dal suo taglio. Concessione che riguarda un’area di bosco composta da pregiate varietà quali Ontano, Faggio, Acero, Farnie, Querce e non da ultimo il protetto Pino Loricato.

Il sindaco, Luigi Salvo, dopo essersi lungamente difeso parlando di “spartiacque” tra il passato ed il presente, tramite l’impegno della propria giunta per il lavoro, la legalità, e la trasparenza. E che "...pur avendo rispetto della Magistratura, è paradossale che quegli avvisi di garanzia notificatigli, che arrivano dopo la nostra denuncia fatta su tagli indiscriminati dei boschi sandonatesi..." ha abbandonato i lavori del consiglio comunale facendo mancare così il numero legale ed impedendo ipso facto all’opposizione di poter prendere la parola per spiegare ai cittadini come stanno realmente le cose sulla spinosa questione.

Vicenda sulla qual ha preso, nei giorni scorsi, attraverso una lettera, una netta posizione anche l’Ente Parco del Pollino il quale ha formalmente diffidato il Comune di San Donato di Ninea (CS) dal "...porre in essere qualsiasi iniziativa finalizzata all’utilizzazione e gestione del patrimonio boschivo senza le necessarie autorizzazioni previste dalle Normative vigenti. Questa amministrazione (Ente Parco Nazionale del Pollino, ndr) si riserva, comunque di intraprendere ogni iniziativa utile a salvaguardare gli interessi naturalistici, paesaggistici e ambientali a cui la stessa è preposta." . Ente Parco, che in nome della presunta trasparenza del Primo cittadino di San Donato di Ninea, non era stato neanche informato della firma della convenzione stessa.

L’arroganza nella politica non conosce colore o barriera ideologica, viene esercitata a destra come a sinistra: il sindaco è anche consigliere provinciale di Cosenza nelle liste del PDCI. Partito che si è sempre battuto per la legalità e la salvaguardia dell’Ambiente e del Paesaggio ma che, in questo caso, si è ben guardato dal prendere le dovute distanze da un suo esponente, nonostante le prese di posizione autorevoli ed i rilievi documentali che hanno portato la Procura ad emettere 14 avvisi di Garanzia ed a porre sotto sequestro preventivo l’intera area di oltre 3600 ettari interamente ricadente in Zona 1 e 2 del Parco Nazionale del Pollino e ZPS e SIC codice IT9310303.

Una vicenda certamente poco edificante sia per i cittadini di questo borgo immerso nel Parco Nazionale del Pollino sia per la Democrazia in se.

 




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