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24 ottobre 2008

 

Come previsto da Fare Verde nello scorso mese di giugno, in Calabria è arrivata l’emergenza rifiuti. Infatti, la mancanza di scelte concrete per sviluppare la inesistente Raccolta Differenziata in Calabria, sperperando inutilmente ingenti risorse statali, ha causato la saturazione delle discariche esistenti. Alcun beneficio ha apportato alla Regione Calabria la presenza di un Commissario Straordinario che in 14 anni di attività ha basato le sue azioni solo ed esclusivamente, nella gestione dei rifiuti, sulle discariche e sull’incenerimento, arrivando a penalizzare economicamente la Raccolta Differenziata, facendola costare molto di più rispetto alla raccolta indifferenziata.

Organi, la Regione Calabria, l’Ufficio del Commissario all’emergenza rifiuti, le Amministrazioni Provinciali, che hanno mantenuto in vita strutture fallimentari (non è un eufemismo visto che i libri contabili di queste Società sono nei vari Tribunali!) quali le Società a capitale misto (Pollino Spa, Vallecrati, ecc.), rivelatesi essere degli inutili carrozzoni politici. Società che sono state incapaci di adempiere ai loro compiti statutari facendo sì che la Calabria fosse agli ultimi posti in Italia in termini di percentuale di Raccolta Differenziata.

Un serio programma di Raccolta Diferenziata non avrebbe permesso alla Calabria di trovarsi in una situazione simile a quella campana; negli ultimi due anni la Regione Calabria non è stata capace di dotarsi di strumenti idonei ad uscire da una fase emergenziale, una beffa per i cittadini, che dura da 14 anni. Amministrazioni provinciali che non hanno voluto o saputo far fronte a precisi impegni ed assunzioni di responsabilità in materia previsti dalle leggi e dalle normative UE, continuando a galleggiare su una gestione dei Rifiuti all’insegna della perenne emergenza e piegata a logiche che penalizzano i cittadini, l’ambiente e lo sviluppo economico-turistico calabrese. Per non parlare della beffa della raccolta della frazione organica dei rifiuti che viene destinata, non alla trasformazione in compost di qualità da impiegarsi nella florovivaistica e nell’agricoltura come efficace strumento per combattere la desertificazione e l’immisisone di Anidride carbonica nell’atmosfera, ad apposite discariche dove viene trasformata in FOS (Frazione Organica Stabilizzata) da utilizzarsi come inertizzante nelle discariche o per essere bruciato negli inceneritori; pratica lautamente finanziata dalla Regione Calabria.

Questi signori ignorano colposamente che solo con la Raccolta Differenziata possiamo evitare di saturare le discariche esistenti, evitando di aprirne di nuove e soprattutto iniziare a mettere in atto comportamenti virtuosi che producano benefici e vantaggi per tutti. L’Unione Europea attraverso le Direttive ha ben evidenziato qual’è l’ordine operativo che bisogna seguire per una corretta gestione dei Rifiuti; qualche giorno fa la Commissione Europea ha espresso dubbi sull'efficacia delle misure decise dal governo italiano per affrontare la crisi dei rifiuti a Napoli. A tal proposito la portavoce dell'esecutivo UE, Barbara Helfferich, ha evidenziato come i provvedimenti emergenziali non risolvono "i problemi strutturali": considerazioni perfettamente coincidenti con le valutazioni espresse da Fare Verde.

Non ci voleva molto a capirlo: chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la gestione integrata dei rifiuti sa che un piano serio parte dalla testa e non dalla coda, cioè dalla riduzione a monte dei rifiuti e non dal loro smaltimento.

Solo i politici calabresi sembrano non saperne nulla…

Fare Verde, rinnova la richiesta di misure concrete per uscire definitivamente dall'emergenza: provvedimenti per la riduzione a monte dei rifiuti (vuoto a rendere degli imballaggi!), raccolte differenziate spinte porta a porta (che può realizzare raccolte di buona qualità fino all'80%), piattaforme di riciclaggio, centri di compostaggio di qualità (dando occupazione e benefici al territorio).

Oggi questa emergenza, comporterà, come accaduto in Campania la costruzione di una miriade di incenenitori, aggiungendo al danno la beffa: distruzione del turismo e della qualità della vita.

 




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