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13 giugno 2008

Fare Verde si chiede se continuare a parlare e ragionare in termini emergenziali dopo 14 anni in Calabria non sia che uno scudo dietro cui nascondere la non volontà nell’affrontare e risolvere la gestione dei rifiuti o piuttosto l’alibi di una incapacità politica.

Ancora una volta gli attori principali, il Presidente della Regione Calabria, il Commissario all’emergenza, il Presidente della Provincia di Cosenza, il Direttore del Dipartimento Ambiente, ossia coloro che avrebbero dovuto adoperarsi per l’attuazione di un piano di gestione ordinaria eccoli riunirsi per decidere l’apertura di nuove discariche.

Fare Verde, ricorda a questi Signori che inceneritori e discariche non sono una risposta definitiva all'emergenza rifiuti in Calabria ma, anzi proprio queste scelte dissennate hanno prodotto lo sfacelo di Napoli e del Casertano che tutti ben conosciamo. Lo sanno ormai tutti che le discariche sono destinate ad esaurirsi e che gli inceneritori hanno bisogno di discariche speciali dove stoccare i residui della combustione ma Loro (Lo Iero, Montanaro, Oliverio, Graziano, ecc.) continuano ad ignorare tutto ciò per continuare ad invocare una situazione emergenziale che non si vuole risolvere. Questo è il sistema giusto per non uscire mai dal problema e continuare a piangersi addosso a discapito dell’Ambiente ma soprattutto della salute dei cittadini calabresi.

Lor signori ignorano sistematicamente che solo con la Raccolta Differenziata possiamo evitare di saturare le discariche esistenti, evitare di aprirne di nuove e soprattutto iniziare a mettere in atto comportamenti virtuosi che producono benefici e vantaggi per tutti. L’Unione Europea attraverso le Direttive ha ben evidenziato qual’è l’ordine operativo che bisogna seguire per una corretta gestione dei Rifiuti; qualche giorno fa la Commissione Europea ha espresso dubbi sull'efficacia delle misure decise dal governo italiano per affrontare la crisi dei rifiuti a Napoli. A tal proposito la portavoce dell'esecutivo comunitario, Barbara Helfferich, ha evidenziato come i provvedimenti emergenziali non risolvono "i problemi strutturali": considerazioni perfettamente coincidenti con le valutazioni di Fare Verde.

Non ci voleva molto a capirlo: chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la gestione integrata dei rifiuti sa che un piano serio parte dalla testa e non dalla coda, cioè dalla riduzione a monte dei rifiuti e non dal loro smaltimento.
Solo i politici calabresi sembrano non saperne nulla…

Fare Verde, quindi, continua a chiedere misure urgenti per uscire definitivamente dall'emergenza: provvedimenti per la riduzione a monte dei rifiuti, raccolte differenziate spinte fino all'80%, piattaforme di riciclaggio, centri di compostaggio.


 




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