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27 marzo 2008

Fare Verde punta l’indice contro l’ennesimo scempio che il primo cittadino di Tarsia ha deciso di avvallare con la delibera n° 21 del 22 febbraio u.s. la realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti in un’area a ridosso della Riserva Naturale Regionale di Tarsia ed in un terreno la cui destinazione è agricola.

Restiamo esterrefatti di fronte a tanta sollecitudine autorizzativa da parte dell’Amministrazione Comunale di Tarsia che protocolla una semplice lettera a firma delle due società richiedenti in data 21 febbraio u.s. e che il giorno successivo emette una delibera “immediatamente eseguibile” senza aver preventivamente verificato la presenza di tutti gli strumenti autorizzativi in materia: relazione idrogeologico della zona, Valutazione di Impatto Ambientale, progetto di fattibilità e soprattutto l’idoneità di un terreno agricolo ad ospitare un impianto industriale.

Fare Verde ricorda come la produzioen di compost sia incompatibile con la produzione di FOS (Frazione Organica Stabilizzata) che i richiedenti chiamano “compost grigio” e che nulla ha a che vedere con il compost di qualità da impiegarsi in agricoltura e nella florovivaistica. Ma loro stessi, come si legge nella lettera che porta come oggetto “Dichiarazione di interesse alla realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti” parlano di un impianto di discarica e della produzione di CDR (Combustibile da Rifiuti), ossia materia da destinarsi all’incenerimento: alla faccia delle dichiarazioni del Sindaco sulla responsabilità di “orientamento dell’attività nella capacità di differenziare e riciclare quanto più possibile i rifiuti accumulati”. Guarda caso il CDR è composto proprio da quelle materie seconde che una Raccolta Differenziata attenta ed oculata permette di riciclare e sottrarre al ciclo della discarica e dell’incenerimento al 100%.

Fare Verde alla luce di quanto su esposto si riserva di agire nelle opportune sedi al fine di verificare la liceità degli atti oggetto della delibera e si dichiara contrario a qualunque ipotesi di impianto che preveda la produzione di CDR e non il Recupero, il Riciclo ed il Riuso delle materie seconde provenienti dalla Raccolta Differenziata. Tarsia, così come buona parte della Calabria, ed il suo territorio non può permettere l’ennesima violenza ai danni delle sue peculiarità basate sulla qualità ambientale e sulla valorizzazione delle eccellenze paesaggistiche e agricole.

La costruzione di una discarica non è e non può essere la risposta alla crisi economica e di sviluppo di un territorio già ampiamente massacrato da mirabolanti opere che hanno prodotto e producono solo scempi ambientali, disoccupazione e malcontento nelle popolazioni residenti. Il consenso dei cittadini non va chiesto solo in campagna elettorale per ottenere un voto, ma va chiesto ogni qualvolta si debbano prendere iniziatiove e decisioni i cui effetti hanno ompotrebbero avere ricadute sul territorio e sulla salute degli stessi.

Fare Verde si augura che si levi alta la voce del dissenso verso questa ennesima opera di distruzione del territorio e che si inizi, finalmente, a salvaguardare un’area naturalistica di particolare valenza per la biodiversità e farla diventare un centro di sviluppo turistico-ambientale in grado di produrre occupazione ed economia, senza i miraggi occupazionali di discariche o impianti eolici.


 



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