Chi Siamo Comunicati Stampa
>COMUNICATI STAMPA

14 marzo 2008

Ci risiamo. Non riuscendo a dare risposte concrete ad un territorio già fortemente penalizzato da insediamenti eolici, da centrali a biomasse, da centrali a carbone, da dighe ed opere iniziate e mai terminate, ecco che ci si riprova con la gestione dei rifiuti per mascherare anni ed anni di fallimento e sperpero di denaro pubblico da parte di una gestione commissariale ed una incapacità politica di fermare tale spreco ed iniziare dei percorsi virtuosi di Raccolta Differenziata.

Fare Verde, ancora una volta, con la fermezza di sempre, boccia l’ipotesi della realizzazione di un inceneritore come risposta principale alla risoluzione dei rifiuti. L’incenerimento dei rifiuti non è una soluzione che non risolve il problema; genera esso stesso altri rifiuti di natura ancor più pericolosa e che necessitano di essere smaltiti in apposite discariche speciali. Questa pratica, come ampiamente dimostrato in tante occasioni è anche antieconomica come palesemente evidenziato nella gara per la costruzione dell’inceneritore di Acerra andata deserta perché non soggetti più all’erogazione di finanziamenti attraverso la “truffa” del provvedimento CIP6. Decisione che evidenzia ancora di più la sostenibilità dell’antieconomicità di tali impianti. Anche dal punto di vista occupazionale tali impianti, basando tutto il loro ciclo di funzionamento su automatismi, non sono vantaggiosi e non creano se non poche unità di occupati; caso emblematico quello del tanto decantatato inceneritore di Brescia che occupa solo 8 persone e che è costato 300 milioni di euro. Un sistema di Raccolta Differenziata costa molto di meno e produce 100 volte più occupazione.

In più la realizzazione di un inceneritore, termovalorizzatore che dir si voglia, si pone come ultima ratio nella gestione del ciclo dei rifiuti che, come stabilito dal VI programma ambientale dell’Unione Europea, prevede la riduzione a monte della produzione dei rifiuti, il riciclaggio e il riutilizzo delle materiue seconde. Solo, infine è ipotizzabile un discorso di incenerimento dei rifiuti stessi. La proposta demagogica del sindaco Marranghello rappresenta, ancora una volta, la punta dell’iceberg della non conoscenza, da parte degli Amministratori o “tecnici” che dir si voglia, del ciclo dei rifiuti, in particolar modo quando si associa la Raccolta Differenziata con l’incenerimento in quanto il cosiddetto CDR (Combustibile da Rifiuti) è costituito essenzialmente da quella tipologia di materie seconde che possono essere interamente recuperate e riciclate. Non solo ma, anche da un punto di vista della riduzione del ricorso al petrolio per produrre energia, l’incenerimento comporta la distruzione di materie che per produrle di nuovo necessitano del ricorso ad ingenti quantitativi di petrolio, mentre con il riciclaggio tale consumo si abbatte notevolmente: da tre a quattro volte superiore a quella ottenuta bruciando gli stessi materiali!

Un’altra delle demagogie del sindaco Marranghello riguardua l’occupazione e lo sviluppo del territorio; l'enorme inceneritore di Brescia, tanto decantato in questi giorni di emergenza, occupa solo 8 persone, essendo completamente automatizzato. Nessun paragone con l'industria del recupero e del riciclaggio che a parità di investimento consentirebbe l'occupazione di qualche centinaio di persone. Le scorie, per non parlare dei fumi che fuoriescono dai camini (ribadiamo che ogni attività di combustione prevede la produzione di ceneri e fumi), necessitano di apposite discariche in cui essere depositate: discariche che sono molto più pericolose delle normali discariche. Altro che togliere le discariche, solo con la Raccolta Differenziata si possono togliere le discariche, in quanto alla fine del processo resterebbe una frazione molto piccola ed inerte da stoccare.

Fare Verde, ricorda al Governatore della Regione Calabria Loiero quanto da lui scritto nel febbraio 2005, in piena competizione elettorale ed in occasione del convegno organizzato ad Altomonte “Meno rifiuti in città, più qualità in campagna” dove assunse il seguente impegno con Fare Verde e con tutti i cittadini calabresi: “Sull’argomento da voi proposto e più in generale sulla tematica della tutela ambientale e della qualità della vita, il mio progetto di governo della regione prevede una spinta innovativa per uno sviluppo del territorio che sia rispettoso dell’ambiente e delle risorse naturali, che in Calabria sono una vera e propria miniera d’oro, che dobbiamo imparare a rispettarle.
L’incenerimento non può rappresentare l’unica soluzione ma si deve incrementare una politica regionale seria per quanto riguarda la raccolta differenziata e il recupero delle materie
”.

Fare Verde ricorda agli Amministratori calabresi che nessun Commissario o Assessore all’ambiente hanno mai promosso azioni concrete tese verso una riduzione degli imballaggi o verso l’introduzione del vuoto a rendere su alcuni tipi di contenitori.
Le soluzioni esistono e sono già praticate in Italia e in altre nazioni del Nord Europa: vuoto a rendere, prodotti alla spina, tassazione dell'usa e getta, tariffe più basse per chi produce meno rifiuti, obbligo di recupero e compostaggio degli scarti organici, incentivi per le famiglie che usano pannolini lavabili, promozione dell'acqua del rubinetto al posto di quella in plastica, sconti per chi ricicla in giardino gli avanzi di cucina… Si tratta di soluzioni che sembrano del tutto ignorate dagli Amministratori calabresi preferendo ad essi inutili e costosi progetti di “immagine” che non producono alcun risultato. Le uniche soluzioni proposte in Calabria, in Campania e nel Lazio, sono quelle più costose, più inquinanti e che hanno un minore impatto occupazionale.


Nel 2003 Romano Prodi, allora Presidente della Commissione europea affernava che "la frazione non biodegradabile dei rifiuti non può essere considerata fonte di energia rinnovabile". Pertanto, gli incentivi concessi a chi brucia rifiuti sono illegali.
Una volta tra gentiluomini bastava una stretta di mano per suggellare un patto, oggi si rinnega anche ciò che si è scritto e sottoscritto in veste ufficiale in particolare quando gli impegni sono assunti in campagna elettorale per creare un consenso di cui dimenticarsi quando si occupa l’ambita poltrona.


 



powered by fotoprogetto