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26 febbraio 2008

Una responsabile di un partito come AN prima di prendere posizioni su argomenti seri, come quello dei rifiuti ed in particolare dell’incenerimento degli stessi, dovrebbe documentarsi seriamente per evitare di fare proposte demagogiche in periodo elettorale. Oltretutto quanto queste proposte vanno in senso contrario a quanto espresso in varie sedi istituzionali da esponenti dello stesso partito ben più autorevoli sotto il profilo politico della signora Caligiuri.

L’On. Rampelli (AN), membro della commissione Ambiente della Camera dei Deputati è apertamente schierato a favore della Raccolta Differenziata e contro l’incenerimento dei rifiuti e rivolgendosi, nel caso Campania, al commissario De Gennaro gli rivolge un appello a “vietare immediatamente la vendita di bevande in contenitori usa-getta e l'utilizzo di buste di plastica non biodegradabili, e prescrivere ai supermercati la mescita alla spina dei detersivi, come accade nel nord-Europa". Ed ancora, continua l’On Rampelli "Con un'altra ordinanza elimini un ulteriore 30% di rifiuti attraverso la raccolta separata in casa della frazione umida che può essere messa in appositi sacchetti di materB (biodegradibile) forniti dalle autorità e, due volte a settimana, ritirata dai camion militari per essere tradotta in appositi impianti di compostaggio (che, in attesa della realizzazione di strutture permanenti, possono essere immediatamente realizzati in qualche capannone industriale). Tale soluzione eliminerebbe anche il 100% della puzza e del rischio igienico-sanitario, trasformando oltretutto i rifiuti organici in fertilizzanti di qualità. Solo gli scarti restanti devono andare in discarica o nelle fauci del termovalorizzatore di Acerra (quando sarà completato). Parliamo comunque di una quantità irrilevante che non susciterà alcuna protesta. La condizione assurda che si è creata deve rappresentare l'inizio di un programma di azzeramento dei rifiuti e non la condizione per produrne sempre di più portandoli poi all'incenerimento". Ma su questa scia altri noti esponenti del partito della Caligiuri hanno preso posizioni diametralmente opposte alla sua che è frutto di pura demagogia da campagna elettorale. Giova ricordare le battaglie sostenute dall’On. Gianni Alemanno a fianco di Fare Verde, allora Ministro delle Politiche Agricole, a favore del compostaggio e dell’utilizzo del compost nell’agricoltura e dello stesso coordinatore regionale Giovanni Dima.

Fare Verde Cosenza trova priva di ogni senso ragionevole la proposta avanzata dalla signora Caligiuri, responsabile dell’area di Crosia di AN, confondendo la pratica delle tre R che racchiudono la filosofia della Raccolta Differenziata con la produzione di energia attraverso l’incenerimento dei rifiuti.

Fare Verde ribadisce ancora una volta come l’inceneriemnto dei rifiuti sia una soluzione che non risolve il problema; genera esso stesso altri rifiuti di natura ancor più pericolosi e che necessitano di essere smaltiti in apposite discariche speciali. Questa pratica, come ampiamente dimostrato in tante occasioni è anche antieconomica come palesemente evidenziato nella gara per la costruzione dell’inceneritore di Acerra andata deserta perché non soggetti più all’erogazione di finanziamenti attraverso la “truffa” del provvedimento CIP6. Decisione che evidenzia ancora di più la sostenibilità dell’antieconomicità di tali impianti. Anche dal punto di vista occupazionale tali impianti, basando tutto il loro ciclo di funzionamento su automatismi, non sono vantaggiosi e non creano se non poche unità di occupati; caso emblematico quello del tanto decantatato inceneritore di Brescia che occupa solo 8 persone e che è costato 300 milioni di euro. Un sistema di Raccolta Differenziata costa molto di meno e produce 100 volte più occupazione.

Fare Verde spera che questa voce isolata non trovi proseliti e che si guardi con occhi diversi ai problemi legati al ciclo dei rifiuti ed anche allo sviluppo occupazionale ed economico di un territorio le cui vocazioni e le cui peculiarità mal si conciliano con azioni colonizzatrici sostenute da occasionali paladini dello sviluppo e del progresso che nulla hanno a che vedere con la tutela e la salvaguardia del territorio.




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