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17 gennaio 2008

Basta con gli azzeccagarbugli dell’ultima ora in materia di rifiuti.

Il problema dei rifiuti per Fare Verde non si risolve con discariche autorizzate in emergenza, filtri più o meno efficaci applicati ai camini degli inceneritori o altri ritrovati della scienza e della tecnica per tentare di far "scomparire" gli avanzi maleodoranti dei nostri sprechi.
Quello dei rifiuti è un dilemma dal quale si esce solo mettendo in discussione il nostro attuale modello di produzione e consumo ed affrontandolo dall'inizio: l'enorme produzione di rifiuti che caratterizza le società occidentali. Ricordiamo che in Italia abbiamo già ampiamente superato i 3 miliardi di quintali di soli rifiuti urbani.

In Calabria nessun Commissario o Assessore all’ambiente hanno mai promosso azioni concrete tese verso una riduzione degli imballaggi o verso l’introduzione del vuoto a rendere su alcuni tipi di contenitori.
Le soluzioni esistono e sono già praticate in Italia e in altre nazioni del Nord Europa: vuoto a rendere, prodotti alla spina, tassazione dell'usa e getta, tariffe più basse per chi produce meno rifiuti, obbligo di recupero e compostaggio degli scarti organici, incentivi per le famiglie che usano pannolini lavabili, promozione dell'acqua del rubinetto al posto di quella in plastica, sconti per chi ricicla in giardino gli avanzi di cucina...

Si tratta di soluzioni che sembrano del tutto sconosciute agli Amministratori calabresi pronti a correre verso mirabolanti scoperte tecnologiche in grado di promettere cose strepitose. Ad aggravare la situazione è il sistema dell'informazione italiana (già qualificata come "parzialmente libera" da importanti studi internazionali) che semplicemente non ne parla lasciando la stragrande maggioranza dei nostri concittadini all'oscuro rispetto alle reali alternative ad inceneritori e discariche.

Le uniche soluzioni proposte in Calabria, in Campania e nel Lazio, sono quelle più costose, più inquinanti e che hanno un minore impatto occupazionale.
L'enorme inceneritore di Brescia, tanto decantato in questi giorni di emergenza, occupa solo 8 persone, essendo completamente automatizzato. Nessun paragone con l'industria del recupero e del riciclaggio che a parità di investimento consentirebbe l'occupazione di qualche centinaio di persone.
Energia risparmiata mediante il riciclaggio: da tre a quattro volte superiore a quella ottenuta bruciando gli stessi materiali!

Preferiamo Amministratori che sappiano programmare e gestire la cosa pubblica (come avvenuto in Veneto e Lombardia, Germania e Nord Europa, e come avviene in tante realtà del sud Italia come: Bellizzi (SA) 60%, Mercato San Severino (SA) 51%, Fisciano (SA) 50%, Terralera (OR) 55%, Montesarchio (BN) 42%, ecc) con serietà applicando le normative esistenti e le procedure compatibili con un pieno rispetto dell’ambiente, una concreta soluzione al problema ed una accorta gestione del denaro pubblico a totale vantaggio dei cittadini.

Intanto, la battaglia di Fare Verde per il buon senso nella gestione dei rifiuti continua.




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