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09 gennaio 2008

Quando sta accadendo in Campania, ancora una volta, è la diretta conseguenza di politiche emergenziali che mai hanno cercato di risolvere in maniera oculata la gestione dei rifiuti.

Una politica dei rifiuti che basa la sua forza, ma in questo caso si è rivelata essere una grande debolezza, sull’esclusivo smaltimento in discarica e sul ricorso esclusivo all’incenerimento non può produrre niente di positivo. La si smetta di far passare l’incenerimento come la soluzione allo smaltimento dei rifiuti e come risoluzione alle discariche: gli inceneritori sono strettamente e direttamente dipendenti e connessi al sistema delle discariche in quanto i residui della combustione devono essere stoccati in apposite discariche speciali.
Se la presenza di discariche su un territorio, come sostenuto da autorevoli studi medici, rappresenta un fattore di crescita esponenziale per le popolazioni ivi residenti circa l’incremento di patologie tumorali; allo stesso modo la presenza di un inceneritore (che qualcuno per migliorarne il concetto definisce termovalorizzatori!) sul territorio produce un aumento esponenziale per ciò che concerne le patologie connesse all’insorgenza di malattie allergiche, ai tumori polmonari e dell’apparato respiratorio senza dimenticare di come le diossine che inevitabilmente si producono nei fumi di scarico rappresentino un serio pericolo non solo per la salute umana ma anche per l’intera catena alimentare umana ed animale. Se nelle città si blocca il traffico quando la soglia di attenzione delle nanopolveri conosciute con il nome di PM10 supera determinati livelli allora si dovrebbe impedire la costruzione di impianti che emettono polveri ancora più sottili come i PM 2,5 ed i PM 0,01 per i quali non esiste alcuna barriera tecnologica in grado di filtrarli. essi penetrano direttamente nelle cellule umane e nel sangue. L'inquinamento da diossine è molto pericoloso per la salute umana. Le diossine hanno comprovati effetti cancerogeni e provocano una contaminazione del territorio destinata a durare nel tempo. Basti pensare che non esiste una soglia minima di sicurezza per le diossine e che esse possono essere nocive per l'uomo a qualsiasi livello di assimilazione (US Environment Protection Agency 1994).

A chi sostiene le tesi dell’incenerimento come fonte “rinnovabile” nella produzione di energia evidenziamo come il riciclare le stesse materie, come tassativamente previsto dalle normative Europee ed Italiane, che si andrebbero ad incenerire produce più vantaggi sia in termini energetici, in quanto non bisogna far ricorso ad ingenti risorse di petrolio per produrle exnovo, ma anche in termini di quantità di gas serra immessi nell’atmosfera: Riciclaggio e Compostaggio abbattono le emissioni di 460 Kg/T mentre l’incenerimento solo di 10 Kg/T.

La situazione calabrese tende sempre di più a slmigliare a quella della Campania; il nuovo Piano regionale dei Rifiuti basa la maggior parte della sua azione sulla creazione di nuove discariche in palese contrasto con quanto previsto dalle Norme europee che vietano l’apertura di nuove discariche pena la perdita di finanziamenti comunitari in materia destinati ai vari territori e sul raddoppio dell’inceneritore di Gioia Tauro, non incentiva in alcun modo la Raccolta Differenziata la quale ha costi altissimi per i cittadini a differenza di quanto avviene in altre parti d’Italia ed in Europa.

Il costo altissimo, si parla di una cifra di circa 850 milioni di euro, sostenuto dall’Ufficio del Commissario all’Emergenza in Calabria ha prodotto utili e benefici per i soliti noti ma solo disagi ed aumento dei costi per i cittadini e deturpato con un proliferare di discariche lecite ed illecite l’intero territorio della regione. Analoga situazione verificatesi in questi anni in Campania con i risultati oggi sotto gli occhi di tutti.

Le scelte politiche di gestione dei rifiuti basate principalmente sullo smaltimento in discarica e sull’incenerimento sono costanti azioni di degrado del territorio calabrese che lo allontanano da uno sviluppo turistico ed economico serio in grado di rilanciare positivaente la Calabria ll’attenzione dell’Europa e del Mondo intero.

Il Presidente Provinciale Fare Verde
f.to Francesco PACIENZA




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